Sulla strada si fanno degli incontri, a volte decisamente energizzanti.
Noi abbiamo incontrato Djanet, nella figura di Adonella Marena.
E facciamo un pezzo di cammino insieme.
L’Associazione Djanet, sebbene di recente costituzione, nasce a partire dalle esperienze maturate all’interno di DjanetFilm, casa di produzione indipendente fondata da Adonella Marena, filmaker e documentarista. DjanetFilm ha al suo attivo numerosi film legati a temi sociali, ambientali e didattici, che hanno ottenuto ampia diffusione e numerosi riconoscimenti.L’Associazione è nata con lo scopo di unire esperienze artistico-tecniche, educative e di ricerca ai progetti solidali che accomunano i soci e le socie.Ci si prefigge così di operare in due ambiti: produrre e costruire eventi artistico culturali (prodotti audiovisivi, proiezioni, performance teatrali e musicali) e organizzare iniziative solidali-educative su temi di criticità sociale.Si vuole tuttavia mantenere nei progetti un’impronta artistica: un esempio già sperimentato sono i laboratori teatrali di sensibilizzazione ambientale, dove si sono utilizzati con ragazzi e ragazze strumenti didattici non convenzionali.
Storie di carta: INSECTA
La valigia di Progetto Radichetta è pronta, si parte.
Il teatro kamishibai è uscito dalla scuola per incontrare il mondo dell'arte e veicolare concetti scientifici in una nuova forma di espressione.
Chi sono gli insetti? O meglio, chi sono gli IN-SETTI? dalla nomenclatura alla scoperta.
In occasione della mostra dell'artista Marco Ferra «Cosucce, o del mondo circostane ed insinuante» presso la galleria d'arte CityART a Milano,
lo pettacolo Storie di carta: INSECTA ha navigato con la sua barca di legno e fogli sul mare sconosciuto del mondo degli Insetti, così meravigliosamsente rappresentati dalla mano di Marco, che li ha raccolti dalle loro profondità e impressi sulle sue tele.
26 tavole disegnate a mano, intermezzate da letture e immagini macro, si sono susseguite nella cornice del teatro di legno, veicolando un mondo sommmerso, ignorato o ancor peggio odiato e sottovalutato.
Gli insetti: piccoli, viscidi, veloci, rumorosi, succhiatori di sangue e sanguinari assassini, proprio loro, che per tutte queste loro caratteristiche ci sopravviveranno.
Gli insetti sono ciò che sono, diversi.
La diversità è un dono, un regalo, uno stupore. Prima di inorridire di fronte alla diversità, spalanchiamo gli occhi e lasciamoci meravigliare...
Grazie a Marco Ferra per aver dato vita a questa giostra artistica di incontri.
INFO E GALLERIE
http://www.cityart.it/portfolio-item/cosucce-o-del-mondo-circostante-ed-insinuante
http://www.marcoferra.de/x/?p=2391
Le immagine a volte fanno più di mille parole!
Buon viaggio nelle immagini
dell'Officina della carta.
Documento video del progetto Officina della Carta
22 marzo 2015
alla Farm Serenity Cow di Cavour
si festeggia la PRIMAVERA!
Siete tutte e tutti invitati ad una giornata all'insegna dell'incontro e del confronto, dove la Natura è la vera protagonista!
Se non conoscete questa realtà,
non mancate!
Per informazioni:
http://farmserenitycow.blogspot.it/p/noi-siamo-qui.html
333 5241264 o inviando una mail a shadow.horse@hotmail.it - See more at: http://farmserenitycow.blogspot.it/p/noi-siamo-qui.html#sthash.RhtSKO6f.dpuf
shadow.horse@hotmail.it
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OFFICINA DELLA CARTA
...lavori in corso ...
Da circa due mesi siamo impegnati nel progetto Officina della Carta*
*Bando per la riduzione dei rifiuti della provincia di Torino
In questo periodo tutte le bambine e i bambini della scuola internazionale europea primaria Altiero Spinelli di Torino hanno potuto scoprire il magico segreto che racchiude un foglio di carta, ovvero la sua orgine da cui ne deriva l'importanza nell'uso consapevole.
La scuola in questione è, per fortuna loro, immersa nel verde del parco fluviale e tante sono le specie arboree che vi abitano. Così, proprio a due passi, le chiome degli alberi ondeggiano al vento e noi impariamo come mettere il nostro impegno per rendere questo mondo un pochino migliore per il presente e per il futuro.
Come?
Imparando a riciclare la carta, a non sprecarla e a trasformarla in qualcosa che è sempre utile, non solo a scuola: un quaderno.
Di seguito una carrellata di immagini che ritraggono i piccoli sperimentatori con le mani in pasta.
Ci piace pensare che i sogni possano a volte diventare realtà.
Elogio della vegetazione urbana sul sentiero per il rifugio Vivi gli Animali
Esistono i mezzi pubblici, le biciclette, le nostre gambe ma soprattutto esiste la possibilità
di inquinare meno, di soffermarsi sul mondo circostante, di scoprire
angoli nascosti di infinita bellezza che solo uno spostamento lento può
permettere. Inoltre, esiste la possibilità di imprecare meno e
familiarizzare con chi si incontra: “Mi scusi, lei conosce il rifugio
ViviGliAnimali?” “No, però qua vicino c'è un rifugio per cani, sarà
quello?” “E no, è un rifugio molto speciale, un'oasi di pace per altri
animali, quelli spregevolmente chiamati da reddito, ma che desiderano
una vita come la desideriamo tutti” “Cosa? Davvero non capisco” “Beh,
c'è poco da spiegare, venga a vedere di cosa parlo...”.
Scendendo dall'autobus e percorrendo il tratto rettilineo verso il cimitero, si scorge una piccola via laterale. Inoltrandosi sul sentiero nascosto si incontrano alberi e arbusti spinosi; sono i rami dei rovi carichi di frutti dolci e succosi e quelli della Robinia, anch'essa ricca di fiori zuccherini. I frutti del rovo della famiglia Rubus, al cui colore rosso/nero la pianta deve il nome, ci accompagnano per la strada con il loro inconfondibile gusto. La Robinia pseudoacacia, chiamata così da Linneo per le foglie simili alla mimosa (acacia), è una leguminosa amante del sole che ha origine molto lontane, proviene dall'America settentrionale. A conquistarla è stato il sole italiano? Specie invasiva importata da un botanico a metà del 1600, il signor Robin a cui deve il suo nome.
Scendendo dall'autobus e percorrendo il tratto rettilineo verso il cimitero, si scorge una piccola via laterale. Inoltrandosi sul sentiero nascosto si incontrano alberi e arbusti spinosi; sono i rami dei rovi carichi di frutti dolci e succosi e quelli della Robinia, anch'essa ricca di fiori zuccherini. I frutti del rovo della famiglia Rubus, al cui colore rosso/nero la pianta deve il nome, ci accompagnano per la strada con il loro inconfondibile gusto. La Robinia pseudoacacia, chiamata così da Linneo per le foglie simili alla mimosa (acacia), è una leguminosa amante del sole che ha origine molto lontane, proviene dall'America settentrionale. A conquistarla è stato il sole italiano? Specie invasiva importata da un botanico a metà del 1600, il signor Robin a cui deve il suo nome.
A proposito di frutti scuri, pendono sul sentiero dei rami curvi e sottili carichi di grappoli di frutti neri. Sono gli alberelli del sambuco, per questo chiamato Sambucus nigra. Oggi il sambuco viene ritenuto un semplice alberello, ma nella tradizione popolare vantava numerosi pregi. Noto in Austria come “farmacia degli dei” in quanto sette sono i suoi doni officinali: fiori, frutti, radici, midollo, legno, germogli, corteccia. Piantato davanti alle case come forma di buon auspicio e buon augurio e conosciuto in riti magici e leggende, meritava un inchino ad ogni incontro da parte dei contadini tedeschi, grati della sua esistenza. Casa di fate e spiriti delle acque, era considerato un albero benevolo dai cui rami cavi si ottenevano strumenti a fiato. Chi non ha mai assaggiato le frittelle dei fiori di sambuco, si ricorderà di cogliere le profumate ombrelle e friggerle in abbondante olio?
Sembra proprio un sentiero di frutti dolci questo, perché ecco le regine indiscusse, le ciliegie, piccole e pendenti dai rami dei ciliegi selvatici, anche noti come ciliegi degli uccelli. I frutti carnosi, rossi e zuccherini attirano infatti molti animali, oltre quelli umani, proprio per queste caratteristiche. I frutti vogliono essere mangiati! Ne è la conferma che i semi sono pronti per la germinazione solo quando il frutto è arrivato a maturazione, ovvero quando assume le caratteristiche di cui sopra attirando i golosi visitatori dei boschi.
Ecco ancora dei frutti, piccoli e questa volta molto in basso: sono le fragoline di bosco ma... attenzione perché rischiamo di incontrare le matte. Le fragole matte sono facilmente riconoscibili perché rivolte verso l'alto, a differenza di quelle commestibili che scendono verso il basso. Sono comunque belle da osservare spiccando colorate nel sottobosco verde.
Non hanno frutti rossi e tanto meno fiori zuccherini, ma sono famosi e
incontrare i loro alti fusti è sempre un gran bel momento. Si tratta
dell'albero del Mondo, l'abero che, nella mitologia germanica, collega
il cielo e la terra, l'albero cosmico per eccellenza: il frassino. Ci
inoltriamo in un piccolo bosco di alti frassini dalle caratteristiche
gemme nere vellutate e i grappoli di frutti volanti. I frutti del
frassino, le samare, sono frutti secchi che contengono un seme l'uno e
affidano la disseminazione al vento.
Volano i frutti come volano i semi piumosi del tarassaco, tutti in cerca di strade disegnate dal vento sullo sfondo delle nuvole.
Poi ancora, paesaggi erbosi, pioppi dalle larghe foglie e alberi argentati come i salici, a ricordarci la leggenda dei piangenti e di come una passeggiata come questa può tenerci lontano dal pianto di una vita cittadina immersa nello smog e nel cemento.
Ecco una piccola scala di legno, si apre davanti a noi uno spiazzo e un piccolo miraggio: un'oasi nel silenzio per quelle creature che da ultime sono rinate nella dignità di una Vita vera.
All'indirizzo
http://www.fotolog.com/ drawing_aloud/
le immagini poetiche di Daniela Muscogiuri, l'artista che ha disegnato per NOI alcuni momenti del progetto Officina della Carta.
Grazie Daniela :)
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